Chi è Gesù?
- Ma siamo sicuri che Gesù sia esistito davvero?
- Che cosa rende Gesù diverso dagli altri grandi maestri religiosi, profeti o filosofi?
- Perché Dio avrebbe mandato suo Figlio nel mondo?
- Come poteva Gesù essere Dio, se visse sulla terra come un uomo?
- Perché Gesù si riferisce spesso a se stesso nei Vangeli del Nuovo Testamento con il termine "Figliuolo dell'uomo"?
- Che cosa significa il fatto che nella Bibbia Gesù viene chiamato "la Parola"?
- Quindi Gesù venne a darci il messaggio di Dio, a parlarci dell'Amore di Dio?
- Perché i capi religiosi del suo stesso popolo lo respinsero?
- Se questa stupefacente storia di Gesù è vera, qual'è il suo significato? Che benefici posso trarne oggi?
- Queste credenze non sono piuttosto bigotte e ristrette?
- Ma non si può semplicemente dire "Dio" e parlare dell'"Amore di Dio"? Perché insistere sul nome di Gesù?
- Come può una persona di coscienza essere cristiana, quando la storia del Cristianesimo è stata macchiata per generazioni dal...
- Come posso sapere senza ombra di dubbio se Gesù Cristo è veramente il Figlio di Dio, la via della Salvezza?
1. Ma siamo sicuri che Gesù sia esistito davvero?
Sì! Per uno storico senza pregiudizi i fatti
storici riguardanti Gesù sono altrettanto evidenti di quelli relativi a
Giulio Cesare. Non solo troviamo una sua descrizione accurata nelle
documentazioni del Nuovo Testamento, ma decine di manoscritti antichi
non biblici confermano che Gesù fu effettivamente un personaggio
storico che visse in Palestina agli inizi del primo secolo.
Riguardo alla testimonianza resa da molti antichi documenti laici su Gesù Cristo, l'Enciclopedia Britannica afferma:
"Questi singoli resoconti provano che nei tempi antichi nemmeno gli oppositori del Cristianesimo hanno mai dubitato della storicità di Gesù, che fu contestata per la prima volta — e su basi inadeguate — da diversi autori durante il 19° e all'inizio del 20° secolo".
2. Che cosa rende Gesù diverso dagli altri grandi maestri religiosi, profeti o filosofi?
Se ci fosse un aggettivo che descrivesse Gesù,
sarebbe "unico"! Unico fu il suo messaggio! Uniche le affermazioni che
fece riguardo a se stesso! Unici i suoi miracoli, insuperabile
l'influenza che Egli ebbe sul mondo.
Un aspetto rilevante e indubbiamente unico della vita di Gesù Cristo è
il fatto che letteralmente centinaia di predizioni e profezie
dettagliate furono date da profeti e veggenti dell'antichità, molti
secoli prima della sua nascita: profezie che contengono dettagli
specifici sulla sua nascita, vita e morte, che un semplice uomo mortale
non avrebbe potuto adempire.
Nei primi libri della Bibbia, raccolti sotto il nome di "Antico
Testamento", si possono trovare più di trecento predizioni di questo
genere sul "Messia" o "Salvatore". Nel nostro secolo la scoperta
archeologica di centinaia di manoscritti originali dell'Antico
Testamento ha provato senza dubbio che queste profezie furono scritte
effettivamente secoli prima della nascita di quest'uomo di nome Gesù.
Il seguente è un piccolo esempio del tipo di predizioni specifiche di
cui stiamo parlando. Nel 750 a.C., il profeta Isaia diede questa
sorprendente profezia:
"Il Signore Stesso vi darà un segno: ecco, la vergine concepirà, partorirà un figliuolo, e gli porrà nome Emmanuele" (Isaia 7,14).
Sette secoli e mezzo dopo questa profezia, una giovane vergine
israelita di nome Maria fu visitata dall'Arcangelo Gabriele che le
annunciò che avrebbe concepito un Figlio che sarebbe stato chiamato
Emmanuele, che significa: "Dio è con noi". I libri della Bibbia che
furono scritti dopo la vita terrena di Gesù, ossia il "Nuovo
Testamento", ci dicono che Maria disse all'angelo: "Come avverrà
questo, poiché non conosco uomo?" L'angelo, rispondendo, le disse: "Lo
Spirito di Dio scenderà su di te e la potenza dell'Eterno ti coprirà
con la sua ombra. Colui che nascerà da te sarà dunque santo e chiamato
il Figlio di Dio!" (Luca 1,26-35).
Quindi, anche gli inizi della sua vita su questa Terra, il suo
concepimento e la sua nascita, furono non solo unici, ma miracolosi.
Infatti la semplice, umile giovane che diventò sua madre non aveva mai
avuto rapporti con un uomo! Anzi, la Bibbia ci dice che la notizia
della gravidanza di Maria turbò a tal punto il suo giovane fidanzato,
Giuseppe, che immediatamente egli decise di annullare la promessa di
matrimonio. Poi però l'angelo del Signore apparve anche a lui e gli
disse di rimanere insieme a Maria per allevare e proteggere il bambino
così speciale che lei portava in seno.
Ben ottocento anni prima della nascita di Gesù, il profeta Michea
predisse il nome esatto del villaggio in cui il Messia sarebbe nato:
"Da te, Betlemme Efrata, pur piccola tra li
capoluoghi di Giuda, da te mi uscirà Colui che deve essere il
dominatore in Israele; le sue origini risalgono ai tempi antichi, ai
giorni eterni!" (Michea 5,1).
Benché i suoi genitori terreni vivessero nella città di Nazaret, a
circa 160 chilometri a Nord di Betlemme, un decreto giunto da Roma
richiese che tutte le famiglie tornassero nei propri luoghi nativi per
essere registrate: un censimento esteso a tutto l'Impero. Il decreto
giunse proprio quando il bambino di Maria stava per nascere. Dio,
quindi, usò un imperatore romano, Cesare Augusto, per portare a
compimento la profezia di Michea. Giuseppe e Maria si recarono a
Betlemme. Appena vi giunsero, Maria ebbe le prime doglie. Come ci
rivelano i Vangeli, "Gesù nacque in Betlemme di Giudea" (Matteo 2,1), proprio come aveva predetto il profeta Michea.
La profezia di Michea ci dice anche che il Messia "risale ai tempi antichi, ai giorni eterni". Gesù stesso disse: "Prima che Abramo fosse (cioè prima del 2000 a.C.) io SONO". (Giovanni 8,58).
Abramo fu il progenitore sia degli Ebrei che degli Arabi e visse circa
2000 anni prima della nascita di Cristo. Gesù, quindi, si riferiva qui
alla sua preesistenza insieme a Dio prima di venire sulla terra sotto
sembianze umane.
Gesù nacque dunque a Betlemme, ma crebbe a Nazaret. Nel suo primo
discorso pubblico in quella città, egli dichiarò apertamente di essere
l'adempimento delle profezie dell'Antico Testamento riguardanti il
Messia. Nella sinagoga, Gesù si alzò di fronte alla congregazione e
lesse una profezia tratta dal libro del profeta Isaia, secondo la quale
il Messia sarebbe stato unto dello Spirito di Dio "per
recare una buona novella agli umili, per fasciare le piaghe dei cuori
spezzati, per proclamare la libertà degli schiavi, per ridare vista ai
ciechi e aprire il carcere ai prigionieri, per proclamare l'anno di
misericordia del Signore" (Isaia 61,1.2).
Il Nuovo Testamento ci narra che, dopo aver letto questa profezia di fronte a tutti i presenti, Gesù disse loro: "Oggi si è adempiuta questa Scrittura, che avete udito con i vostri orecchi!" (Luca 4,18-21).
Un'altra profezia notevole che parla del Messia fu fatta da Davide, Re
d'Israele, verso il 1000 a.C., oltre dieci secoli prima della nascita
di Gesù. In questa profezia, Davide dette una descrizione dettagliata
di una morte crudele e di un'agonia che egli stesso non provò mai:
"Come acqua sono versato, sono slogate tutte le
mie ossa; il mio cuore è come cera, si scioglie in mezzo alle mie
viscere ... Un branco di cani mi circonda; mi assedia una banda di
malvagi; hanno forato le mie mani e i miei piedi ... Si dividono le mie
vesti, sul mio vestito tirano la sorte" (Salmo 22,14-18).
Re Davide morì di morte naturale e pacifica, per cui sappiamo che, in
questo brano delle Sante Scritture, non parlava di se stesso; come
profeta, invece, predisse con un'accuratezza infallibile le circostanze
inerenti la morte crudele sofferta sulla croce dal Messia, il Cristo a
venire. Esaminiamo qui alcuni dettagli di questa profezia:
"Come acqua sono versato ... il mio cuore è come cera".
Gesù non solo "versò" la sua Vita per noi spiritualmente, ma il Nuovo
Testamento indica che, poco dopo la sua morte, mentre Gesù era ancora
in croce, "uno dei soldati gli forò il costato con una lancia, e subito ne uscì sangue ed acqua" (Giovanni 19,34).
Moderne autorità nel campo della medicina hanno affermato che, in caso
di crepacuore, e cioè quando l'angoscia e il trauma sono tali da far
spaccare letteralmente il cuore, il sangue si raccoglie nel pericardio,
la membrana che avvolge il cuore e l'innesto dei principali vasi
sanguigni. Coagulandosi, il sangue si separa dal liquido sieroso. Per
questo, quando il soldato ferì il fianco di Gesù, la sua vita fu
letteralmente "versata come acqua". Senza saperlo, questo soldato
romano aveva adempiuto un'altra profezia, data dal profeta Zaccaria
verso il 500 a.C.: "Guarderanno me, colui che hanno trafitto" (Zaccaria 12,10).
"Sono slogate tutte le mie ossa". Questa è
una delle parti più orrende della morte sulla croce: il peso del corpo
della vittima sloga letteralmente le braccia alle giunture.
"Un branco di cani mi circonda ... mi assedia una banda di malvagi".
Il Nuovo Testamento ci dice che gli Scribi e i Farisei, i malvagi e
vendicativi nemici religiosi di Gesù, si radunarono intorno a lui
mentre era sulla croce, sbeffeggiandolo e schernendolo. (Matteo 27,39-44).
"Hanno forato le mani e i miei piedi". E'
probabilmente la predizione più sorprendente di questa profezia. La
crocifissione non era praticata dagli Ebrei al tempo del Re Davide. Le
loro leggi religiose prescrivevano che i criminali fossero lapidati.
Dio, invece, mostrò a Davide, suo profeta, come sarebbe morto il
Messia, dieci secoli dopo, condannato a morte per mano di un'impero che
a quei tempi non esisteva nemmeno: Roma. Per i Romani, il metodo
principale di esecuzione per i criminali era la crocifissione!
"Si dividono le mie vesti, sul mio vestito tirano la sorte". Nei Vangeli troviamo l'adempimento quasi incredibile di questa profezia: "I
soldati dunque, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e
ne fecero quattro parti, una parte per ciascun soldato, e la tunica.
Ora la tunica era senza cuciture, tessuta per intero dall'alto in
basso. Dissero dunque tra di loro: Non la stracciamo, ma tiriamo a
sorte a chi tocchi" (Giovanni 19,23,24).
Nel 487 a.C. il profeta Zaccaria predisse:
"E io dissi loro: 'Se vi par bene, datemi il mio
salario; se no, lasciate stare. Ed essi mi pesarono il mio salario: 30
sicli d'argento" (Zaccaria 11,12).
La notte in cui Gesù fu arrestato dai suoi nemici, il Nuovo Testamento ci dice che "uno
dei dodici, detto Giuda Iscariota, andò dai capi sacerdoti e disse
loro: 'Quanto mi volete dare perché io ve lo consegni?' Ed essi gli
contarono 30 sicli d'argento" (Matteo 26,14,15).
Sembra incredibile che, più di cinquecento anni prima di quell'evento,
il profeta di Dio Zaccaria avesse predetto il prezzo esatto che i
nemici di Gesù avrebbero pagato al suo discepolo che lo tradì, Giuda!
Nel versetto successivo di questa profezia troviamo dei dettagli ancor
più sorprendenti:
"E l'Eterno mi disse: 'Gettalo per il vasaio,
questo magnifico prezzo per il quale Mi hanno stimato!' E io presi i 30
sicli d'argento e li gettai nella casa dell'Eterno per il vasaio!" (Zaccaria 11,13).
Il Nuovo Testamento ci dice che, "quando
Giuda vide che Gesù era stato condannato, si pentì e riportò i 30 sicli
d'argento ai capi sacerdoti e agli anziani, e buttò le monete nel
tempio. I capi sacerdoti, presi quei sicli, dissero: 'Non è lecito
metterli nel tesoro delle offerte, perché son prezzo di sangue'. E,
tenuto consiglio, comprarono con quel denaro il campo del vasaio da
servir da sepoltura ai forestieri" (Matteo 27,3-7). I trenta sicli d'argento furono letteralmente "gettati nella casa dell'Eterno per il vasaio", proprio come Zaccaria aveva predetto cinquecento anni prima!
Nel 712 a.C., il profeta Isaia aveva predetto:
"Gli hanno assegnato sepoltura con gli empi, ma nella sua morte sarebbe stato con il ricco" (Isaia 53,9).
I crudeli nemici religiosi di Gesù lo condannarono come un criminale,
come un empio. Al momento della sua morte, la Bibbia ci dice che "furon con Lui crocifissi due ladroni" (Matteo 27,38).
Dopo che il suo corpo fu tolto dalla croce, "un
uomo ricco di Arimatea, di nome Giuseppe, presentatosi a Pilato, chiese
il corpo di Gesù e, preso il corpo, lo pose nella propria tomba nuova" (Matteo 27,57-60). Fu così "con il ricco nella sua morte"!
Mille anni prima della nascita di Gesù, lo Spirito di Dio pronunciò per
bocca del Re Davide la profezia che il Salvatore sarebbe risorto dai
morti:
"Non abbandonerai l'anima mia in poter della morte, né permetterai che il Tuo Santo vegga la fossa" (Salmo 16,10).
Re Davide morì e fu sepolto in una fossa e la sua carne fu preda della
corruzione. Gesù, invece, risorse dalla tomba tre giorni dopo la sua
morte. Come disse l'Angelo a chi era venuto a piangere sulla tomba di
Gesù: "Perché cercate il vivente tra i morti? Non è qui, ma è risuscitato!" (Luca 24,5,6).
Quale essere umano potrebbe scegliere il luogo della sua morte? Quale
mortale potrebbe (o vorrebbe) far sì che le autorità di un paese
straniero lo condannino a una morte tremenda e angosciosa? Come
potrebbe mai una persona indurre i suoi acerrimi nemici a pagare una
somma determinata per il suo tradimento e a sbeffeggiarlo e schernirlo
al momento della sua morte? O tanto meno far sì che un gruppo di
soldati si giochino i suoi vestiti e gli perforino un fianco dopo la
sua morte? O ispirare poi un ricco a seppellire il suo corpo nella
propria tomba privata? Eppure Gesù di Nazaret adempì non solo queste,
ma oltre 300 altre profezie specifiche sulla sua nascita, la sua vita,
il suo operato, la sua morte e la sua risurrezione! Egli fu ed è
veramente "unico" in ogni sfumatura di questa parola!
Nessuno dei grandi leader religiosi riconosciuti oggi — Mosè, Budda,
Confucio, Maometto ... — ha mai affermato di essere Dio. E' vero che
alcuni di loro furono adorati come tali dai loro seguaci dopo la loro
morte, ma nessuno ha mai personalmente affermato di essere una divinità
... tranne Gesù Cristo, il quale non solo ha affermato di essere il
figlio di Dio, Dio manifestato in carne umana, ma ha persuaso gran
parte del mondo di questo fatto.
Questa è probabilmente la differenza principale tra Gesù e tutti gli
altri filosofi, insegnanti, profeti e guru di tutte le epoche. Benché
molti di loro abbiano parlato dell'Amore e di Dio, Gesù affermò di
essere Amore, l'Amore di Dio per il mondo. Sapeva quindi con certezza
di cosa stava parlando! O aveva ragione, o aveva terribilmente torto! O
era un uomo giusto e sincero, o era un empio impostore e bugiardo!
Il famoso scrittore e critico C.S. Lewis, espresse questo punto come segue:
"Spesso le persone si pronunciano in modo insensato nei
suoi riguardi, dicendo: 'Sono disposto ad accettare Gesù come un grande
insegnante di etica morale, ma non accetto le sue pretese di essere
Dio'. E' un'affermazione insensata. Un uomo che fosse solo tale e
dicesse quello che Gesù ha detto non sarebbe 'un grande insegnante di
etica , ma un folle, sullo stesso piano di chi crede di essere un uovo
sodo, o il Diavolo in persona! Bisogna decidersi: o quest'uomo era ed è
il Figlio di Dio, o era un pazzo, per non dir di peggio!
"Possiamo zittirlo come si fa con un pazzo; possiamo sputargli in
faccia e ucciderlo come se fosse un demonio; oppure possiamo gettarci
ai suoi piedi e chiamarlo Signore e Dio. In ogni modo, non diamogli una
definizione insulsa come quella di 'grande insegnante umanitario'. Non
ci ha dato quella scelta perché non era sua intenzione farlo".
Un'altra affermazione al riguardo ci giunge da una fonte piuttosto insolita: Napoleone Bonaparte, imperatore e grande conquistatore, riconobbe giustamente l'unicità assoluta di Gesù Cristo, che espresse con queste parole:
"Conosco gli uomini, e posso dirvi che Gesù Cristo non fu un semplice uomo. Tra Lui e ogni altra persona di questo mondo non esistono termini di confronto. Alessandro, Cesare, Carlo Magno e io stesso abbiamo fondato imperi, ma su che cosa abbiamo basato queste creazioni del nostro genio? Sulla forza. Gesù Cristo ha fondato il suo Impero sull'Amore e, in questo stesso momento, milioni di uomini morirebbero per Lui".
3. Perché Dio avrebbe mandato suo Figlio nel mondo?
Dio ci ama e vuole farci conoscere il suo Amore, sa
però che, in quanto Creatore dell'Universo, Egli rappresenta un
concetto troppo grande perché possiamo comprenderlo o perfino
immaginarlo! Egli dice: "Quanto i cieli sovrastano la terra, tanto le mie vie sovrastano le vostre vie e i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri" (Isaia 55,9), e "I cieli dei cieli non possono contenermi" (I Re 8,27).
Nessuno di noi può veramente comprendere la sconfinata e meravigliosa
grandezza di Dio che trascende di gran lunga la nostra più sfrenata
immaginazione!
D'altro lato, poiché ci ama e ha voluto farci conoscere il suo Amore e
la sua Salvezza, ha mandato il suo "Figlio Unigenito", Gesù, nel mondo,
per mostrarci le sue sembianze.
Benché fosse letteralmente il Re e governatore dell'Universo, Gesù non
scelse di nascere in un lussuoso palazzo, circondato dai potenti
rappresentanti dell'elite dei governi terreni. Nacque, invece, nelle
più umili e insignificanti circostanze, sul pavimento sporco di una
stalla, tra le mucche e gli asini, avvolto in stracci e posto a giacere
nella mangiatoia.
Giuseppe, suo padre putativo, era un umile falegname con il quale Gesù
visse e lavorò, adattandosi al nostro modo di vita, ai nostri costumi,
ai nostri usi e al nostro linguaggio. Provò così personalmente la vita
come la viviamo noi. Imparò a comprenderci e ad amarci meglio, a
comunicare con noi secondo la nostra limitata comprensione umana.
Imparò ad amare l'umanità. Vide le nostre sofferenze e fu mosso a
compassione per noi, desiderando non solo guarire i nostri corpi malati
e afflitti, ma anche salvare le nostre anime e i nostri cuori infranti!
Fin dall'inizio del suo ministero terreno andò ovunque facendo del
bene: aiutò gli altri, diede amore ai bambini, guarì i cuori infranti,
diede forza ai corpi stanchi e portò l'Amore di Dio a quanti poteva.
Non si limitò a predicare il suo messaggio, ma lo visse tra di noi come
uno di noi. Non solo si prese cura dei bisogni spirituali dell'uomo, ma
si occupò anche per gran parte del suo tempo delle nostre necessità
fisiche e materiali: guarì miracolosamente i malati, diede la vista ai
ciechi e l'udito ai sordi, risanò i lebbrosi, risuscitò i morti, diede
da mangiare alle moltitudini affamate e fece tutto il possibile per
condividere la sua Vita e il suo Amore!
4. Come poteva Gesù essere Dio, se visse sulla terra come un uomo?
Gesù disse: "Io e il Padre siamo una cosa sola" (Giovanni 10,30).
Prima di nascere da Maria e di vivere in vesti umane, Gesù e il suo
Padre Celeste erano insieme in strettissima comunione personale, una
comunione che Egli dovette abbandonare durante il suo soggiorno sulla
Terra.
La Bibbia ci dice: "Nel principio era la
Parola (Gesù) e la Parola era con Dio e la Parola era Dio. Ogni cosa è
stata fatta per mezzo di lei e senza di lei neppure una delle cose
fatte è stata fatta. ... E la Parola (Gesù) è stata fatta carne ed ha
abitato tra di noi e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come
quella dell'unigenito venuto da presso al Padre" (Giovanni 1,12.14).
Appena prima di essere arrestato e crocifisso, sapendo che sarebbe presto tornato al suo Padre Celeste, Gesù pregò: "Ed
ora, Padre, glorificami tu presso te stesso della gloria che avevo
presso di te prima che il mondo fosse ... poiché tu mi hai amato prima
della fondazione del mondo." (Giovanni 17:5,24)
5. Perché Gesù si riferisce spesso a se stesso nei Vangeli del Nuovo Testamento con il termine "Figliuolo dell'uomo"?
Gesù stesso si definiva Figliuolo dell'uomo perché
era umano, nato da donna come noi. Aveva lo stesso tipo di corpo, gli
stessi sentimenti, gli stessi limiti umani che abbiamo noi, e sentiva
la stessa stanchezza e lo stesso dolore che proviamo noi.
Il Creatore di tutte le cose si spogliò di propria volontà del suo
potere illimitato per divenire un neonato piccolo e indifeso. La fonte
di tutta la saggezza e conoscenza dovette studiare per imparare a
leggere e a scrivere. Lasciò il suo trono in cielo dove innumerevoli
angeli lo adoravano, dove tutte le forze dell'universo erano al suo
comando, e prese il posto di un servo sbeffeggiato, schernito,
perseguitato e infine ucciso dalle stesse persone che era venuto a
salvare.
La Bibbia ci dice che Gesù è un "Sommo Sacerdote che sa compatire le nostre infermità, essendo stato tentato in ogni cosa come noi, senza peccato!" (Ebrei 4,15).
Sembra incredibile che il Figlio di Dio possa essere diventato
letteralmente un cittadino di questo mondo, un membro dell'umanità, un
uomo in carne ed ossa, per poter offrirci il suo amore, darci prova
della sua comprensione e del suo interesse per di noi, e aiutarci a
capire la sua verità, esprimendola in semplici termini alla nostra
portata.
6. Che cosa significa il fatto che nella Bibbia Gesù viene chiamato "la Parola"?
Dio ha sempre parlato alle persone in modi diversi,
attraverso la bellezza e le meraviglie della sua creazione, mediante i
suoi profeti e i suoi messaggeri, e mediante la sua parola scritta.
Tuttavia, il modo in cui Dio può rivelare se stesso, il suo carattere,
il suo amore più chiaramente è attraverso suo Figlio Gesù, che Egli
chiama "il Verbo", ossia la Parola".
Le parole sono strumenti mediante i quali ci esprimiamo, riveliamo i
nostri pensieri, i nostri sentimenti, il nostro carattere. Gesù è lo
strumento mediante il quale Dio si esprime con noi, il suo mezzo di
comunicazione principale, il modo in cui ha scelto di trasmettere il
suo amore al mondo.
7. Quindi Gesù venne a darci il messaggio di Dio, a parlarci dell'Amore di Dio?
Sì, ma non si limitò a darci questo messaggio: Egli è il messaggio ed è l'amore di Dio per di noi.
Gesù, la Parola vivente, ci aiutò a capire i sentimenti di Dio per noi. Per esempio, Isaia 53,3 ci dice che egli "era un uomo di dolore, familiare col patire".
Gesù pianse condividendo il dolore dei suoi amici, le sofferenze
dell'umanità. Pianse anche per Gerusalemme, una città che aveva
respinto il suo Salvatore ed era, quindi, destinata alla distruzione.
Gesù era misericordioso, gentile e tenero. La sua dedizione continua
alle moltitudini che lo attorniavano lo lasciò a volte stanco, sfibrato
e letteralmente esausto. Una volta cercò di appartarsi da questa scena
frenetica per riposarsi un poco e riprendere fiato, ma la Bibbia ci
dice che quando vide le moltitudini bisognose del suo aiuto, provò
tanta compassione per loro, che, nonostante la stanchezza e il dolore
fisico, guarì tutti quelli che vennero a lui e insegnò loro tutte le
Parole del Regno d'Amore di Dio. (Matteo 9,36; Marco 6,31-34).
Ci furono anche momenti in cui divampò in lui l'ira divina contro la
finzione e l'ipocrisia. Ai presuntuosi capi della gerarchia religiosa
di allora egli disse: "Se
non fossi venuto e non vi avessi parlato, non avreste colpa; ma ora
sono venuto e ho esposto il vostro peccato, così non avete più scuse!" (Giovanni 15,22)
In effetti, di solito Gesù aveva ben poco a che fare con i ricchi e
opulenti scribi e farisei ipocriti, dagli abiti sfarzosi e i modi
alteri; a meno che questi non insistessero ad infastidirlo con le loro
domande provocatorie, le loro critiche, i loro dubbi e le loro accuse
proprio tra le folle che stava ammaestrando. In quei casi egli li
rimproverò aspramente, smascherandoli pubblicamente per le "guide cieche dei ciechi" che erano (Matteo 15,14). Arrivò perfino a dir loro in diverse occasioni, che erano come "sepolcri imbiancati", tombe che, pur apparendo belle, sante e pure di fuori, erano "piene di immondizia, corruzione e ossa maleodoranti di morti!" (Matteo 23,27.28)
Questi capi religiosi si consideravano i più "giusti e santi" del
popolo, ma Gesù li smascherò per gli ipocriti, bugiardi, ladri e
truffatori dei poveri che erano, cosa che, naturalmente, li fece
infuriare.
Di solito, però, Gesù evitava questi religiosi pieni di sé. Aiutava e
amava invece i poveri, gli uomini e le donne comuni, parlava con loro,
li guariva, li nutriva e, cosa più importante, dava loro le risposte
spirituali, l'amore, il perdono e la verità che cercavano. La Bibbia
dice che Egli frequentò pescatori, beoni, prostitute, esattori delle
tasse e peccatori, predicò tra di loro, e "la folla lo ascoltava con piacere". (Marco 12,37).
Quando, invece, si recò al tempio per dare il suo messaggio ai capi
religiosi, questi lo assalirono, lo buttarono fuori a forza e, alla
fine lo crocifissero!
8. Perché i capi religiosi del suo stesso popolo lo respinsero?
Il messaggio di Gesù, secondo il quale basta "amare Dio con tutto il cuore e il prossimo come se stessi" (Matteo 22,37-39),
liberò la gente dal controllo e dalla morsa dittatoriale che questi
capi religiosi avevano su di loro. I suoi insegnamenti strappavano la
gente al controllo della religione ufficiale, e questo riempì di timore
e di invidia i farisei. Essi pensarono: "Se lo
lasciamo fare, tutti crederanno in lui e i Romani verranno e ci
toglieranno sia il tempio che l'influenza che abbiamo sul popolo" (Giovanni 11,47.48).
Questi crudeli nemici religiosi riuscirono alla fine a far arrestare
Gesù e a farlo processare sotto false accuse di sedizione e
sovversione. Usando la propria influenza i sommi sacerdoti sospinsero e
persuasero il governatore romano a condannarlo a morte, benché l'avesse
riconosciuto innocente.
Quando i suoi nemici vennero per arrestarlo, Gesù rassicurò i discepoli, dicendo: "Non
potrebbero nemmeno toccarmi senza il consenso del Padre Mio! Se solo
alzassi il mignolo, egli manderebbe decine di migliaia di angeli a
salvarmi!" (Matteo 26,53). Invece, Gesù scelse di morire per noi! Nessuno gli tolse la vita: la depose, la diede di sua spontanea volontà. (Vedi Giovanni 10,11.17.18).
Tuttavia, neanche la sua morte soddisfò i suoi nemici crudeli e
vendicativi. Per assicurarsi che i discepoli non potessero togliere il
suo corpo dalla tomba per poi dire che era risorto (come egli aveva
promesso), quegli ipocriti capi religiosi fecero porre all'ingresso del
sepolcro un'enorme pietra e vi misero di guardia un gruppo di soldati
romani. Il piano però si rivelò inutile. Anzi, quelle stesse sentinelle
furono testimoni del miracolo più grande. Tre giorni dopo che il suo
corpo inanime era stato posto a giacere in quella tomba gelida, Gesù
risorse, sconfiggendo per sempre la morte e l'inferno!
9. Se questa stupefacente storia di Gesù è vera, qual'è il suo significato? Che benefici posso trarne oggi?
Negli stessi libri della Bibbia in cui leggiamo la
storia della vita di Gesù sulla terra, troviamo anche molte
affermazioni specifiche e precise che egli fece riguardo a se stesso;
affermazioni che puoi prendere alla lettera e di cui puoi provare la
validità in questo stesso istante. Ecco alcuni esempi di queste
affermazioni nelle sue stesse parole:
"Io sono la Luce del mondo. Chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la Luce della vita" (Giovanni 8,12).
Noi tutti abbiamo avuto l'esperienza di rimanere al buio, cercando una
luce per poter vedere, camminare sicuri, superare pericoli, evitare di
inciampare ... Allo stesso modo, quando non conosciamo Dio e non siamo
in comunione con Lui, ci troviamo spiritualmente nelle tenebre.
Ti piacerebbe eliminare tutte le tenebre dalla tua vita? Come accendere
una luce puoi cacciare l'oscurità da una stanza buia, allo stesso modo
Gesù caccerà tutte le tenebre spirituali, le oppressioni, i timori e il
male dalla tua vita, se solo gli chiederai di entrare nel tuo cuore!
Quando hai la "luce del mondo" (Gesù) nel tuo cuore, tutte le forze del
male e le esperienze oscure della vita messe insieme non saranno mai in
grado di spegnerla!
"Ogni potere mi è stato dato in cielo e in terra" (Matteo 28,18).
Il Diavolo e tutti i suoi spiriti maligni tremano se sentono anche solo
nominare Gesù! Devi solo chiedere a Gesù di entrare nel tuo cuore e
avrai così con te la Forza spirituale più grande e più potente che ci
sia. Gesù è tuo amico, ti ama e vuole aiutarti e riempire la tua anima
della sua luce!
"Io sono la Porta. Se uno entra attraverso di me, sarà salvo" (Giovanni 10,9).
Gesù non è una porta chiusa che dobbiamo affannarci ad aprire a forza.
E' una porta aperta, attraverso la quale dobbiamo solo entrare
liberamente nel regno celeste di amore e di luce di Dio! Se verrai a
Gesù, egli ti darà il suo dono gratuito della vita eterna. Saprai così
di appartenere a lui e di avere accesso al Paradiso! Oggi milioni di
persone possono confermare con sicurezza quest'affermazione!
"Io sono il Pane della Vita. Chi viene a me non avrà mai fame e chi crede in me non avrà mai sete" (Giovanni 6,35).
In fondo al cuore, la maggior parte delle persone sa che manca qualcosa
nella loro vita. Esteriormente può sembrare che abbiano tutto: denaro,
posizione, amici, tutte le cose che dovrebbero renderle felici ...
eppure, c'è ancora un vuoto interiore, una fame che niente riesce a
soddisfare!
Gesù disse che egli è il Pane della Vita che sazierà completamente la
fame e la sete del nostro cuore. Puoi scoprire se questo è vero
chiedendogli semplicemente di entrare nella tua vita. Vedrai allora con
che rapidità il suo amore può appagare il tuo cuore affamato! La
solitudine, il vuoto e l'insoddisfazione che forse hai provato
lasceranno posto ad una felicità, ad una pace e ad una gioia durature!
"Io sono la Via, la Verità e la Vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me!" (Giovanni 14,6).
E' un'affermazione straordinaria, anzi, rappresenta l'anima stessa
degli scritti del Nuovo Testamento: solo Gesù è la via che conduce alla
vita eterna, la salvezza e l'unione con Dio.
10. Queste credenze non sono piuttosto bigotte e ristrette?
Queste credenze non sono piuttosto bigotte e ristrette?
Al contrario, Gesù, la sua vita e i suoi
insegnamenti sono assolutamente universali, aperti a tutti, per niente
bigotti o ristretti! Anzi, fu proprio l'affermazione di Gesù —
"Chiunque creda in me non perirà" — a far infuriare tanto i capi
religiosi e i rabbini della stessa religione ebraica in cui Gesù era
nato, così chiusi di mente e pieni di pregiudizi razziali. Gesù spesso
frequentò e aiutò i "Gentili", considerati "pagani", che erano
disprezzati e considerati inferiori secondo gli insegnamenti dei capi
religiosi al popolo ebraico.
I capi e gli insegnanti religiosi dei tempi di Gesù erano di mente
ristretta in ogni senso: aspri, intolleranti, legalisti, convinti di
avere un monopolio assoluto su Dio e sul suo regno. Fu il fatto che
Gesù disse loro apertamente che il regno di Dio sarebbe stato tolto a
loro per essere aperto ad altri — ad altre nazioni orientali e
occidentali, a tutti i popoli del mondo — a farli infuriare tanto da
decidere di distruggerlo. (Matteo 8,11.12; 21,42.43).
Dio mandò suo Figlio per farsi conoscere da tutti gli uomini, tutte le
nazioni, tutti i popoli, e per darci liberamente il suo grande Amore! "Dio
ha tanto amato il mondo (tu ed io compresi) che ha dato il suo
unigenito Figliuolo (Gesù), affinché chiunque creda in Lui non perisca,
ma abbia la vita eterna!" (Giovanni 3,36).
11. Ma non si può semplicemente dire "Dio" e parlare dell'"Amore di Dio"? Perché insistere sul nome di Gesù?
Se Gesù è il Figlio di Dio e Dio lo ha scelto per
rivelarsi al mondo, è Dio stesso ad insistere su quest'uso! Sono
condizioni poste da Dio, non da noi: "Se ami me, ama mio Figlio!" La Bibbia dice: "Tutti gli uomini devono onorare il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato" (Giovanni 5,23).
Dio è il nostro grande Padre celeste, pieno di amore e di premura verso
di noi, e ama ognuno di noi al punto che vuole che noi tutti proviamo e
conosciamo il grande Amore, la gioia e l'appagamento interiore che
derivano dalla nostra conoscenza e amicizia intima con lui.
Purtroppo tutti noi, prima o poi, abbiamo commesso sbagli e siamo stati
egoisti, scortesi o villani verso gli altri o perfino verso il nostro
Padre celeste! Nella sua Parola, egli ci dice: "Tutti hanno commesso errori e sono lontani dalla perfezione di Dio!" (Romani 3,23).
Dio sa che, nonostante i nostri migliori intenti, nessuno di noi può
mai essere abbastanza buono da meritarsi con le proprie opere di
entrare alla sua presenza perfetta. Gesù, invece, è perfetto. Dal
momento che egli fu disposto a venire sulla terra e a morire in croce
per noi, a prendere la punizione che meritiamo per i nostri peccati,
ora noi possiamo essere perdonati e riunirci al nostro grande Padre
amorevole, accettando semplicemente il perdono di Gesù e il suo dono di
vita eterna!
Non importa quanto ci comportiamo male o quanto male abbiamo fatto: se
solo chiediamo a Gesù di perdonarci e lo riceviamo nel nostro cuore,
verremo perdonati e saremo salvi. Quindi, non solo conosceremo
l'illimitato Amore e la pace di Dio in questa vita, ma dopo la morte
erediteremo una vita eterna di Amore e felicità illimitati in Paradiso!
Nessun mortale, profeta, insegnante, saggio o guru che sia potrebbe mai
fare quello che fece Gesù! Solo Dio stesso, nella persona di suo
Figlio, poteva pagare il riscatto per i nostri errori e subire la
punizione che noi meritiamo. E' per questo che solo Gesù ha potuto
affermare giustamente di essere "la Via, la Verità e la Vita".
Non c'è proprio altro modo per far pace con Dio; Egli non accetterà
altre condizioni. L'unico evento di cui il genere umano aveva veramente
bisogno accadde in maniera irrevocabile con l'avvento di Gesù! Possiamo
perciò affermare con certezza che Gesù è l'unico rimedio per tutti i
mali dell'umanità, anche i peggiori!
Se diversi gruppi di patologi stessero cercando ardentemente di
scoprire la causa del cancro e la cura per debellarlo, e uno di questi
gruppi, non per particolare merito o acume, ne scoprisse il segreto,
darebbe forse prova di "mentalità ristretta" o "fanatismo" se
condividessero le loro scoperte con gli altri gruppi e con il mondo
intero? Certo che no! Sarebbe anzi una dimostrazione di follia, di
egoismo, di crudeltà e disonestà se tenessero il segreto per sé! Per
questo noi che abbiamo conosciuto Gesù tramite un'esperienza personale
facciamo del nostro meglio per farlo conoscere agli altri.
12. Come può una persona di coscienza essere cristiana, quando la storia del Cristianesimo è stata macchiata per generazioni dal peccato, dall'intolleranza, dalle guerre, dagli eccessi e dalle divisioni dei suoi fedeli?
Milioni di persone nel corso dei secoli, hanno
conosciuto e amato Gesù personalmente e hanno trovato il lui la forza
per condurre una vita meravigliosa piena d'Amore dedicata a servire il
prossimo. Purtroppo, però, in linea di massima, il Cristianesimo,
inteso come istituzione, ha fallito miseramente la missione che Gesù
aveva dato ai suoi primi Apostoli e seguaci: quella di condividere
l'Amore di Dio con un mondo che ne ha bisogno!
La maggior parte delle organizzazioni e confessioni cosiddette
"cristiane" hanno dato tanta importanza ai loro litigi interni, al loro
egoistico accumulo di ricchezza, alla costruzione di chiese fastose e
dispendiose, che hanno dimenticato e perso di vista il comandamento
originale dato da Gesù: "Ama il tuo prossimo come te stesso!"
Il nostro obiettivo non è quello di persuaderti ad aderire ad
un'organizzazione religiosa. Gesù non è una religione! Infatti, non
fondò mai confessioni od organizzazioni gerarchiche! Fece semplicemente
del bene dovunque andasse, aiutò gli altri e condivise l'Amore di Dio
con quanti poteva . Non aveva una sinagoga, una moschea, una chiesa o
un tempio, né una congregazione con cui incontrarsi in un determinato
"giorno sacro" della settimana.
Non fece annunzi pubblicitari per invitare la gente a frequentare la "sua chiesa"! Disse solo: "Venite a me!" (Matteo 11,28).
Rifiutò categoricamente di scendere a compromessi con il sistema
religioso potente e corrotto del suoi giorni. Al contrario, operò
totalmente al di fuori di esso, condividendo il suo amore e la sua
verità con i poveri e con la gente comune che da molto tempo aveva
abbandonato il sistema religioso, o ne era stata abbandonata.
Ad una donna che gli chiese se Dio dovesse essere adorato su un monte
"sacro" della Samaria o nel tempio giudeo di Gerusalemme, Gesù le
rispose: "E'
giunto il momento, ed è questo, in cui né su questo monte, né in
Gerusalemme adorerete il Padre, ma i veri adoratori lo adoreranno in
spirito e verità, perché il Padre cerca tali adoratori" (Giovanni 4,21-23).
Gesù indicò chiaramente che le formalità, i riti e gli edifici
religiosi non sono affatto necessari per adorare Dio, ma che possiamo
semplicemente amarlo e adorarlo nello spirito, nei nostri cuori e in
verità, cioè seguendo la luce della sua Parola.
13. Come posso sapere senza ombra di dubbio se Gesù Cristo è veramente il Figlio di Dio, la via della Salvezza?
Abbiamo accennato finora a diversi aspetti della
vita di Gesù che potranno, forse, accrescere o ispirare la tua fede.
Come abbiamo già detto, i fatti storici riguardanti Gesù di Nazaret non
possono essere negati da chiunque li esamini obiettivamente e a mente
aperta.
Chi cerca sinceramente la Verità non può negare il fatto che oltre
trecento profezie dell'Antico Testamento, pronunciate molti secoli
prima della sua nascita, vita, opera, morte e risurrezione e che ce ne
danno una descrizione così dettagliata siano tutte state adempiute non
può essere negato da .
Non c'è poi motivo di mettere in dubbio il fatto che, dopo la sua
morte, il suo piccolo nucleo di seguaci demoralizzati seguaci si
trasformò miracolosamente in un efficiente gruppo di fedeli discepoli
che tutte le persecuzioni dell'Impero Romano non riuscirono a fermare.
Erano abbattuti e scoraggiati. Il loro Signore era stato crocifisso
crudelmente dai suoi nemici. Le loro speranze sembravano morte e i loro
sogni infranti. Eppure, tre giorni dopo la sua morte Gesù, la loro fede
si riaccese in modo così esplosivo che nessuna forza su questa terra fu
mai più in grado di spegnerla! Quel piccolo umile gruppo dei suoi primi
discepoli continuò a portare al mondo intero la Buona Novella che non
solo Dio aveva mandato suo Figlio nel mondo per insegnarci la sua
verità e mostrarci il suo Amore, ma anche che Gesù aveva sofferto una
morte crudele per noi e che era poi risorto, affinché noi che lo
conosciamo e crediamo in lui non dovessimo mai più temere la morte,
perché siamo salvi e andremo in Paradiso, grazie a Gesù!
Il Nuovo Testamento ci dice che Gesù apparve personalmente a più di cinquecento testimoni oculari dopo la sua risurrezione (I Corinzi 15,6). Il potente messaggio che i suoi primi discepoli proclamarono coraggiosamente per tutto il mondo fu: "Dio l'ha risuscitato dai morti!" (Atti 13,30).
Accettare questi fatti mentalmente e intellettualmente non basta. Per
essere assolutamente certo che Gesù è il Figlio di Dio, come ha detto
di essere, devi semplicemente metterlo alla prova! Chiedigli di entrare
nel tuo cuore, di perdonarti per tutto il male che hai fatto e di
riempire la tua vita con il suo Amore, la sua pace e la sua gioia, e lo
farà. Egli dice nella sua Parola: "Ecco, io sto alla porta (del tuo cuore) e busso. Se udrai la mia voce e aprirai la porta, io entrerò da te" (Apocalisse 3,20). Non devi cercare di comprenderlo: basta che lo lasci entrare!
Se vuoi il suo Amore, la sua luce, la sua vita, la sua gioia, la sua
felicità eterna e la sua salvezza, devi solo riceverlo personalmente
nel tuo cuore. Puoi farlo proprio in questo istante! Ottenere la sua
salvezza è la cosa più semplice che ci sia: non devi fare alcuno
sforzo, né opere particolari: devi solo riceverla. Anche se non riesci
a comprendere tutto, la Bibbia dice che l'Amore di Dio "oltrepassa la comprensione" (Efesini 3,19). Non devi capire Dio per poter ricevere il suo Amore!
Lo riceverai? Se lo farai, Egli sarà la presenza più preziosa della tua
vita, il tuo Amico e Compagno più intimo che non ti lascerà mai!
Ricevilo in questo stesso momento con una piccola preghiera:
"Caro Gesù, so che ho bisogno d'aiuto e che non posso salvarmi da solo. Ho letto che sei il Figlio di Dio e che attraverso di te potrò conoscere personalmente il Dio d'Amore. Gesù, ho bisogno del Tuo Amore che mi purifichi da ogni odio e timore. Ho bisogno della tua luce che cacci ogni tenebra. Ho bisogno della Tua pace che riempia e appaghi il mio animo. Apro ora la porta del mio cuore e ti chiedo di entrare e di darmi il dono gratuito della vita eterna! Grazie, Gesù, per aver sofferto a causa del male che ho fatto e per avermi perdonato e aver risposto alla mia preghiera! Nel Nome di Gesù, amen!"
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